Accedi

7/2017

A cura di

Martina Biagioni (Urbino) e Chiara Mameli (Milano)

 

Meehan CS, Kethireddy PL, Ashcraft JK, Shuster JJ, Haller MJ. Premeal insulin decreases arterial stiffness in children with type 1 diabetes. Pediatr Diabetes 2017; 18:311-314.

 

Questo studio valuta l'effetto dell'omissione del bolo preprandiale di insulina sulla rigidità delle arterie in bambini con diabete tipo 1. Si tratta di uno studio prospettico in cui i bambini sono stati randomizzati a ricevere o omettere il bolo preprandiale di insulina; la rigidità delle arterie è stata valutata attraverso la misurazione dell'”augmentation index” (AI) aggiustato per la frequenza cardiaca in 3 momenti: a digiuno, 1 ora e 2 ore dopo il pasto.

Si è visto che l'AI si riduce a 1 ora e a 2 ore rispetto al valore base nel gruppo di pazienti che ricevevano il bolo d'insulina rispetto al gruppo che ometteva il bolo.

La rigidità delle arterie si riduce con il bolo preprandiale di insulina nei bambini con diabete tipo 1.

 

 

Obermannova B, Petruzelkova L,Sulakova T, Sumnik Z. HbA1c but not diabetes duration predicts increased arterial stiffness in adolescents with poorly controlled type  1 diabetes. Pediatr Diabetes 2017; 18:304-310.

 

La prevalenza delle complicanze macrovascolari è probabilmente sottostimata nei bambini con diabete tipo 1 (DT1).

La rigidità delle arterie è un marker subclinico di rischio cardiovascolare. Il metodo non invasivo maggiormente validato per misurare la rigidità arteriosa è la “pulse wave velocity” (PWV).

L’obiettivo di questo studio è analizzare i fattori di rischio (HbA1c, durata del diabete, modalità di trattamento, assetto lipidico e pressione arteriosa) associati con la rigidità arteriosa in adolescenti con DT1 non ben controllato. Sono stati studiati 77 adolescenti con DT1

Si è visto che la maggior parte degli adolescenti con DT1 non ben controllato ha una PWV normale, paragonabile alla popolazione sana di riferimento. Il principale predittore della rigidità arteriosa è risultata l’iperglicemia cronica, ovvero la HbA1c; non sono state trovate correlazioni con agli fattori di rischio analizzati.

 

 

Eilander MM, de Wit M, Rotteveel J, Aanstoot HJ, Bakker-van Waarde WM, Houdijk

EC, Nuboer R, Winterdijk P, Snoek FJ. Disturbed eating behaviors in adolescents

with type 1 diabetes. How to screen for yellow flags in clinical practice?

Pediatr Diabetes. 2017 Aug;18(5):376-383.

 

Lo studio condotto da Eilander e collaboratori affronta il problema di disturbi del comportamento alimentare (DCA) negli adolescenti con diabete di tipo 1. Gli autori hanno intervistato un gruppo di 103 adolescenti di età compresa tra 11 e 16 anni. Il 46.5% degli adolescenti ha mostrato preoccupazione riguardo il proprio peso corporeo, tuttavia meno dell’1% ha una diagnosi di disturbo del comportamento alimentare. Gli autori hanno inoltre individuato dei “clinical yellow flags” ovvero degli indicatori di rischio di sviluppo di DCA quali: appartenere ad una classe di età più avanzata, avere una elevata emoglobina glicata, peggiorare la gestione di malattia, non essere soddisfatti del proprio corpo e avere una bassa qualità di vita. Gli autori suggeriscono di individuare precocemente queste caratteristiche per prevenire la comparsa di DCA.

 

 

The Lancet Diabetes Endocrinology. Should we officially recognise obesity as a

disease? Lancet Diabetes Endocrinol 2017; 5:483.

 

Un interessante editoriale da leggere su un problema sempre più emergente in età pediatrica.

 

 

Weisman A, Bai JW, Cardinez M, Kramer CK, Perkins BA. Effect of artificial pancreas systems on glycaemic control in patients with type 1 diabetes: a systematic review and meta-analysis of outpatient randomised controlled trials. Lancet Diabetes Endocrinol 2017; 5:501-512.

 

L’utilizzo del pancreas artificiale per la cura del diabete di tipo 1 è sicuramente tra gli “hot topic” della letteratura dell’ultimo decennio. Questa revisione sistematica della letteratura fa il punto della situazione su tutti gli studi fino ad ora pubblicati. Gli autori concludono che, seppur sia innegabile una eterogeneità degli studi condotti, i dati di efficacia sono ottimi. Il pancreas artificiale infatti migliora il controllo glicemico dei pazienti con diabete di tipo 1.