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Campagna di Informazione Estiva

 

Comunicato Stampa

Al via la Campagna di prevenzione estiva, consigli per una tavola salutista

Segue il tour formativo invernale: informati 1 milione di bambini di 3.500 scuole

LO IODIO NON VA IN VACANZA: IN ESTATE

MIRTILLI ROSSI, YOGURT BIOLOGICO, FAGIOLI ED ALGHE

Utili anche aglio e cipolle, funghi, semi di sesamo e girasole, ricchi di selenio: equilibrano gli ormoni della tiroide.

Attenti invece a soia, spinaci, cavoli, ravanelli, mandorle, pinoli, nocciole ed arachidi: bloccano l’assunzione di iodio e limitano la capacità della tiroide di regolare il metabolismo.

Pesce, crostacei e molluschi rimangono la base della prevenzione tutto l’anno.

Allergici ed intolleranti, vegetariani e vegani, ragazze che seguono diete restrittive e adolescenti con alimentazione squilibrata: tutti a rischio carenza iodio.

Sale nero e rosa dell’Himalaya non contengono iodio, e anche quello marino in generale. Serve quello con aggiunta di iodio, che è un minerale naturale.

Milano, 15 giugno 2015 – Al via la Campagna estiva di informazione 2015 per prevenire oppure correggere eventuali carenze di iodio. Promossa da SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, nell’ambito del Progetto Italiano Contro la Carenza di Iodio in Pediatria, prevede una serie di indicazioni pratiche per una tavola salutista, in città oppure nelle località di vacanza, in grado di fornire all’organismo una corretta quantità di iodio.

“Questa Campagna estiva nasce per rispondere alle esigenze emerse dai dati OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia, dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, che indicano come il nostro Paese sia ancora a carenza iodica, anche in molte regioni costiere. Per informare i cittadini sui rischi cognitivi dei bimbi che nascono con carenza iodica e di quelli delle donne di contrarre malattie della tiroide, abbiamo organizzato, tra ottobre 2014 ed aprile 2015, un tour svoltosi nelle scuole di 10 città italiane che ci ha permesso, attraverso un percorso formativo ad hoc, di informare complessivamente oltre 1 milione di bambini (e relativi genitori) di 3.500 scuole primarie e secondarie di I grado di tutta l’Italia – illustra il professor Mohamad Maghnie, Presidente SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, e Responsabile Unità Operativa di Endocrinologia clinica e sperimentale dell’Istituto Giannina Gaslini, Università di Genova – “Si tratta, crediamo, di risultati importanti che hanno contribuito a sensibilizzare la popolazione sull’importanza di una corretta assunzione di iodio per evitare i rischi di deficit cognitivi dei bimbi. Gli eventi nelle scuole hanno permesso di evidenziare, attraverso un’indagine ad hoc, carenze specifiche nella frequenza di assunzione di pesce, che avviene in media solo una volta alla settimana”.

L’indagine ai bambini nelle scuole di 10 città: iodio sconosciuto, si mangia poco pesce

Nell’ambito del percorso informativo formativo a tappe è stata realizzata un’indagine a 1.000 bambini delle scuole primarie e secondarie di I grado di 10 città italiane (Milano, Torino, Genova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Potenza, Bari e Cagliari). Ecco di seguito i principali risultati.
Non sono molti i bambini che conoscono lo iodio. Sono pochi, infatti, quelli che sanno quali sono i cibi che lo contengono.
Se 1 su 5 (22%) sa che ce ne è molto nel pesce e in minima quantità nel formaggio (9%), sono diversi a credere che ce ne sia nella carne e nelle verdure.
Idee poco chiare anche su dove è presente in natura: quasi 1 su 3 dice correttamente che si trova nel mare con scogli però molti credono che si trovi nei laghi, in montagna e nei fiumi, complessivamente il 31%, e sono in molti a credere si trovi nel mare con la spiaggia 16%.
In mensa, come previsto per legge, viene servito regolarmente il pesce, però sembra piuttosto di rado, 1-2 volte nel 12% dei casi e 2-3 volte alla settimana solo il 5%. A casa quasi tutti mangiano il pesce saltuariamente ma solo il 14,7% lo mangia più volte alla settimana. Normalmente il pesce piace: così almeno risponde il 73,1% dei bambini intervistati che non esprime però preferenze particolari tra molluschi, crostacei e pesci veri e propri. Ce ne sono abbastanza (17,9%), però, che non lo amano ma lo mangiano lo stesso mentre altri ancora proprio non ne vogliono sapere: all’8,6%, infatti, il pesce non piace e non lo mangiano. Complessivamente, quindi, più di un bambino su 4 non lo ama. I motivi? Soprattutto le spine (nel 58% dei casi), ma anche l’odore (23,1%.).

I nuovi alimenti per combattere la carenza di iodio in estate

Mirtilli rossi – Questa frutta, tipica della stagione estiva, è particolarmente ricca di iodio.

Yogurt biologico - Anche se lo yogurt è più noto per il suo contenuto di calcio e proteine, questo alimento è sorprendentemente ricco di iodio. Una tazza, infatti, fornisce 90 microgrammi di iodio (60% del fabbisogno giornaliero).

Fagioli - I fagioli sono un alimento che, in generale è altamente nutriente ma è anche ricco di iodio. Una tazza di fagioli bianchi cotti, per esempio, ci fornisce il 42% del fabbisogno quotidiano.

Le alghe – Questo alimento è un concentrato di iodio. Una porzione da 50 grammi di alcuni tipi specifici (ad esempio bladderwrack essiccata) contengono oltre il 100% del fabbisogno giornaliero.

Da ricordare che la prevenzione della carenza iodica si basa tutto l’anno su pesce di mare, crostacei e molluschi.

Il sale non contiene iodio

Il sale marino non contiene di per sé iodio, quello nero, quello rosa dell’Himalaya e quello delle Hawaii neanche. Serve assumere sale iodato, cioè sale cui viene aggiunto lo iodio, che è un minerale naturale.

Vegetariani, vegani e intolleranti, i rischi legati a diete, allergie e intolleranze

La carenza di iodio può essere dovuta anche all’adozione di diete “di esclusione” sia per scelta che in caso di allergie e intolleranze – “Gli stili alimentari che escludono il pesce possono essere carenti di iodio. Nel caso dei vegani, poi, il rischio aumenta notevolmente dato che la loro dieta esclude qualsiasi cibo di derivazione animale compresi latte, latticini e uova che contengono comunque una buona quantità di iodio” - illustra ancora il professor Mohamad Maghnie - Anche gli allergici, naturalmente vanno incontro agli stessi rischi. Secondo uno studio pubblicato nel 2013 sul World Allergy Organ Journal, in Italia, il 10% dei genitori dichiara che il proprio figlio è allergico. In realtà solo il 3% lo è, negli altri casi spesso di tratta di intolleranze anche temporanee”.

“In effetti” – spiega il dottor Roberto Gastaldi, Endocrinologia Pediatrica all’Istituto Giannina Gaslini di Genova – “le allergie più diffuse (90%) sono verso pesce, crostacei, uova e latte (oltre a grano, arachidi e nocciole), proprio gli alimenti in cui si trova lo iodio. Un’altra situazione a rischio carenza è quella delle ragazze e che seguono diete restrittive e degli adolescenti che hanno un’alimentazione squilibrata. In tutti questi casi, è importante controllare i valori di iodio e la tiroide ed eventualmente ricorrere ad integratori di iodio”.

Soia, spinaci e cavoli bloccano l’assunzione di iodio

Attenti invece a soia, spinaci, cavoli, ravanelli, spinaci, mandorle, pinoli, nocciole ed arachidi: bloccano l’assunzione di iodio e limitano la capacità della tiroide di regolare il metabolismo.

Attenzione ad alcuni farmaci

Farmaci antiaritmici, a base di ferro, oltre ad alcuni antiepilettici, interferiscono con il funzionamento della tiroide.

 

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